La mostra

Nel 2007 ricorreranno i 40 anni dalla scomparsa di don Lorenzo Milani e dalla pubblicazione di “Lettera ad una Professoressa”: ci sembra doveroso ricordare la sua straordinaria esperienza educativa, soprattutto nella scuola di Barbiana, una scuola speciale perché lì i ragazzi non imparavano solo a leggere e a scrivere.

Era una scuola unica nel suo genere, si respirava un’aria di ricerca, di verità, di essenzialità, legata ai bisogni, ed alle esigenze concrete, all’attenzione meticolosa dei diritti e dei doveri, ai valori della Costituzione.

Il “faro” di Barbiana è ancora attuale,  tanto che la sua luce riesce a diffondersi dappertutto. Contro tutte le facili e allettanti mode, i subdoli conformismi, le nocive omologazioni, le pubblicità ingannevoli, i plagi camuffati, le idee inculcate.

Barbiana era scuola di vita che aveva a cuore i poveri, i contadini, gli operai, i senza parole, i timidi e tutti coloro che avevano bisogno di comunicare in modo autentico e profondo. Lì nel Mugello, si educava allo spirito critico, non si seguivano i programmi preconfezionati dagli altri, lontani dai vissuti e dai bisogni reali dei ragazzi.  Non si chiedevano  frasi fatte, ma lunghe, circostanziate ed avvincenti lezioni di vita, di matematica, di anatomia, botanica, musica, pittura, lettura costante del mondo attraverso il giornale.

Il tutto per  imparare ad essere utili agli altri, rendere gli alunni  sovrani e cittadini responsabili, capaci di fare scelte. Senza inseguire e vivere la competitività e l’individualismo, per nulla funzionali al metodo cooperativo, metodo che ha permesso di scrivere collettivamente quel capolavoro di “Lettera ad una professoressa”, tradotta in decine di lingue, la più recente in albanese.

Infatti, “Lettera ad una Professoressa”, pubblicata nel 1967: ha rappresentato una vera e propria denuncia sociale che mostra la presa di coscienza e di parola di un mondo, quello dei poveri, che era rimasto muto fino a quel momento.

Nella sua semplicità, una denuncia forte e tagliente ad una società classista che aveva dimenticato l’Art. 3 della Costituzione “ Tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di razza, lingua, condizioni personali e sociali. (…)”.

     

 

Ma cosa ha ancora da insegnarci Barbiana per il futuro? Perché le pagine di questo libro continuano ad interrogare la nostra  coscienza?

     

Barbiana ci insegna che il “sapere serve solo per darlo” e un esempio ne è certamente la cooperazione. Infatti, uno degli aspetti più significativi della metodologia di don Milani fu il “mutuo insegnamento”. Il mutuo insegnamento prevedeva che gli alunni più grandi e preparati venissero coinvolti dal maestro nell’educazione dei più piccoli ed inesperti; non si usavano più pene e castighi e le lezioni si basavano sul metodo della collaborazione. Oggi si parla di cooperative learning, metodo che può far risalire le proprie radici al”mutuo insegnamento”. C’e’ la convinzione che le esperienze cooperative diano valore alle relazioni e a una visione globale del mondo : la consapevolezza che per vivere in questa società tutti i problemi devono essere affrontati in modo cooperativo, cioè insieme agli altri provando ad uscire da tutti quegli isolamenti che talvolta si creano intorno a noi ma soprattutto.

      

Barbiana ci insegna  la centralità dell’alunno cioè la convinzione che ogni persona abbia  le sue peculiarità e quindi occorre tener presente le differenze nell’apprendimento e nei percorsi di studio: lo studente è protagonista del proprio studio. La scuola di Barbiana  senza voti né pagelle, senza premi né castighi, in un’atmosfera di libertà,  con i ‘piani di lavoro  individuali ‘aveva formulato un  ’progetto di gruppo finalizzato  al  successo formativo degli alunni, prefiggendosi  di assicurare a tutti pari opportunità personali e sociali.

      

Barbiana ci insegna che “…quello che manca ai poveri e’ il dominio della parola per poter comprendere gli altri, per poter esprimere la ricchezza che le loro menti racchiude”. Per questo, Don Milani trasforma, in ricerca e produzione di materiale didattico, il lavoro d’équipe, da lui diretto, svolto con i ragazzi, gli abitanti e i numerosi visitatori. Una grande rivoluzione culturale, didattica e pedagogica che rifiuta l’indifferenza, la passività negativa e motiva fortemente gli studenti. “Lettera ad una Professoressa” è un libro che pur essendo nato all’interno di un contesto storico e territoriale ben circoscritto, avrà validità fino a che esisteranno sacche di povertà e selezione. Un libro che crede nell’evolversi della storia e obbliga l’educatore a usare un metodo formativo aderendo al mondo dell’allievo. Il maestro ” dà al ragazzo tutto quello che crede, ama, spera. Il ragazzo crescendo ci aggiunge qualcosa e così l’umanità va avanti “.

     

Barbiana ci fa sognare, infine, una scuola che insegni a ragionare e ad essere sovrani, una scuola per tutti e per ciascuno,  preoccupata di garantire ad ognuno la propria realizzazione personale, a partire da chi ha di meno.

     

Barbiana ci chiama a costruire una società dei diritti e delle opportunità dove sia dato ad ognuno una possibilità di speranza e di futuro e dove ognuno senta la responsabilità di tradurre per l’oggi e sperimentare nella propria vita  il monito senza tempo di don Lorenzo Milani “I Care”.

      

UNA MOSTRA PER GLI STUDENTI

Il nostro sogno è che l’esperienza di Barbiana e gli insegnamenti di don Lorenzo Milani, attraverso la mostra, possano giungere in tutte le scuole d’Italia e possano appassionare ogni studente ad una idea nuova di scuola e di studio. Per questo, desideriamo che

la Mostra possa divenire patrimonio di tutti e che debba raggiungere gli studenti lì dove concretamente vivono l’esperienza formativa della scuola secondaria attraverso l’individuazione di un itinerario e di alcune tappe significative in regioni, province, comuni. Non vogliamo fare questo da soli: vogliamo condividere questo sogno e progetto con tutti quei “soggetti”(Consulte Provinciali degli Studenti, Uffici Scolastici Regionali, singole scuole, associazioni studentesche e non) che sentono attuali gli insegnamenti di don Lorenzo Milani e vogliono scommettere sul futuro della scuola a partire dagli studenti,dalla loro centralità e dal loro protagonismo.